I salari da fame dei lavoratori immigrati dall'est in Germania
Hendrik Ankenbrand
Lunedì 04 Novembre 2013 11:20

I salari da fame dei lavoratori immigrati dall'est in Germania
Arrivano dalla Romania e dalla Bulgaria e lavorano con salari da fame in
condizioni di semi-schiavitù: è il nuovo boom del lavoro nero legalizzato. I
mattatoi, i cantieri e i fornitori di servizi ne approfittano, la Germania è
sempre più competitiva. Il salario minimo per legge servirà a qualcosa? Da FAZ.net
Per Adrian Galea la felicità ha un luogo: Rheda-Wiedenbrück. Nel centro
dell'industria della macellazione tedesca c'è il lavoro alla catena. A casa sua
in Valacchia manca addirittura la corrente. Con la lavorazione della carne in
Germania si può sfamare l'intera famiglia rimasta in Romania. Con lo stipendio
tedesco si può finanziare l'acquisto di una casa di proprietà: "Ci siamo
guadagnati il rispetto dei colleghi tedeschi".
Le lodi per la Germania suonano un po' strane di questi tempi, proprio mentre
la Cancelliera vorrebbe regolare ogni contratto d'opera utilizzato per dare
lavoro alla nuova ondata verso l'ovest: lavoratori migranti dall'Europa
dell'est verso i macelli e i cantieri tedeschi - occupati con stipendi da fame.
Pochi giorni fa il re dei mattatoi tedeschi Clemens Tönnies si è trovato a
discutere di salario minimo, anche il ministro del lavoro del Nord Rhein
Westfalia era presente: fra i lavoratori migranti ci sono "condizioni
simili a quelle del primo capitalismo", ha denunciato il politico della
SPD. Ora Tonnies vorrebbe introdurre un salario minimo e "condizioni
minime per gli alloggi, i servizi di consulenza e integrazione come per i
risarcimenti dovuti ai lavoratori impiegati con un contratto d'opera".
Vivere in un alloggio di fortuna
Diversamente dai turchi e dai greci arrivati negli anni '60, i lavoratori in
arrivo dalla Romania e dalla Bulgaria vorrebbero restare solo per un periodo
limitato. Considerando la situazione in cui vivono e lavorano, la discussione
sul salario minimo di 8.5 € l'ora per loro appartiene ad un altro pianeta. I
rumeni scoperti questa estate nei boschi vicino a Cloppenburg vivevano sotto
ripari di fortuna fatti con rami, teli di plastica e coperte. Le autorità li
hanno fatti sgomberare, come è accaduto in decine di ristoranti dove i
lavoratori migranti erano ospitati in maniera illegale. Per i due rumeni
impiegati con un contratto d'opera al cantiere navale di Papenburg,
carbonizzati da un incendio nel loro alloggio di fortuna, le forze dell'ordine
purtroppo sono arrivate troppo tardi.
Il piu' grande mattatoio d'Europa è Tönnies, con sede a Rheda-Widenbrück, e 4.9
miliardi di Euro di fatturato. Due terzi degli occupati sono forniti dagli
appaltatori esterni.
Un contratto d'opera si ha quando un'impresa acquista da un'altra impresa una
determinata prestazione. Una determinata quantità di carne pulita e tagliata,
ad esempio, che deve essere fornita in un determinato periodo di tempo. Che il
lavoro sia fatto da mille macellai oppure da un centinaio, secondo la legge,
per il committente è indifferente, come del resto il salario pagato. Per i
lavoratori impiegati è responsabile il subappaltatore. E secondo quanto
racconta la lavoratrice Petronela in un programma televisivo trasmesso
dall'emittente rumeno MDI, TV rumena partecipata da Nimbog SRL, subfornitore di
Tonnies, per i rumeni la Westfalia sarebbe il vero paese dei sogni.
„Deutsche gut, Rumänen scheiße“
Chi si mette in cerca delle tracce dei lavoratori migranti e delle loro storie
di moderna schiavitù, ne troverà ovunque in Germania: stranieri, la cui
situazione è così precaria, che con le loro forze non riescono a difendersi
dalle attività criminali di persone che non raramente sono anche loro connazionali.
„Deutsche gut, Rumänen scheiße“, dice Andrej, rumeno 45enne, nel caffé della
stazione di Rheda-Wiedenbrück, e sorride educatamente. Clemens Tönnies, il re
dei mattatoi e presidente del club calcistico Schalke, Andrej l'ha visto solo
una volta. Una delegazione lo ha guidato attraverso la fabbrica, dice Andrej, e
guarda preoccupato verso la porta. L'uomo ha paura di perdere il lavoro. Ha 45
anni e non vuole che si scriva il suo vero nome: "non so per quanto tempo
resterò ancora". Non vuole lasciarsi fotografare: "Tra i lavoratori
ci sono delle spie".
Non si parlava di sorveglianza e spionaggio quando un amico gli ha consigliato
il lavoro in Westfalia. Il salario è buono e arriva puntuale, dicevano. Queste
erano le belle storie raccontate in televisione. Quell'emittente Andrej non la
guarda più. L'amicizia nel frattempo è terminata.
L'uomo arriva dalla campagna rumena. Nel suo paese è autista di camion, ma lo
stiepndio non era sufficiente per il vitto e l'alloggio. "Il cibo in
Romania costa quasi quanto in Germania", dice Andrej. Ha una moglie e 2
bambini oltre l'età della scuola elementare. Spedisce 600 € al mese a casa, 300
€ gli restano per la vita in Germania. Vuole rientrare a casa il piu' presto
possibile. Teme per la sua salute.
Straordinari non pagati non sono una rarità
Un anno fa è atterrato a Dortmund con un volo low cost, ora prenderebbe il volo
di ritorno molto volentieri, se non fosse per la speranza di ottenere prima o
poi il denaro per il mantenimento dei figli. All'inizio lavorava le salsicce,
ora taglia i pezzi di maiale. Ha portato con sé la busta paga. Se si considera
una settimana di 40 ore, il salario orario supera gli 8 € lordi. Andrej ci dice
che il suo datore di lavoro non ha le schede per timbrare l'ingresso e l'uscita
e che lo fanno lavorare anche fino a 12 ore al giorno, invece delle 8 ore
promesse in Romania, senza straordinari pagati. Ci dice che nei primi mesi ha
avuto una retribuzione di 4.5 € lordi all'ora. Il datore di lavoro non è
raggiungibile. Ma il gruppo Tönnies smentisce al loro posto, sebbene non siano
responsabili per gli stipendi dei dipendenti assunti dai subappaltatori:
"un salario di 4.5 € lordi sarebbe in contraddizione con le nostre regole.
Ci risulta dalle analisi fatte da società di revisione indipendenti che il
salario minimo in questa impresa sia decisamente superiore ai 4.5 € lordi
l'ora".
4.5 € lordi l'ora, per chi arriva da un paese in cui il salario medio è di 500
€ lordi, sono pochi o molti? Che cos'è un salario da fame?
Molto più a sud della Westfalia, nella bavarese Murnau, il lavoratore edile
Gheorghe Pavel è davanti alla sua abitazione spartana e sta calcolando quanto
ha ricevuto fra agosto, settembre e ottobre per lavorare all'allargamento della
clinica per gli infortuni di Murnau. Gheorghe Pavel è il suo vero nome. Si
lascia fotografare, anche di fronte, insieme ad altri tre colleghi. I rumeni
non hanno alcuna paura di farsi licenziare da questo cantiere, se ne vogliono
andare al più presto.
Affidare il lavoro ai subfornitori è più conveniente
Pavel arriva da un villaggio nei pressi di Bucarest. Fa il muratore da 30 anni.
Ha 45 anni. Insieme ai suoi 3 colleghi è stato assunto da un'impresa ungherese,
guidata da un rumeno.
A Murnau è arrivato con un pulmino. L'impresa committente nel cantiere di
Murnau è la tedesca Riedel Bau di Schweinfurt, ma la maggior parte dei
costruttori tedeschi affida il lavoro a dei subappaltatori perché è più
conveniente. All'una di notte il loro superiore rumeno ha avvisato Pavel e
colleghi che il mattino seguente se ne sarebbero potuti andare. Che cosa ha
fatto negli ultimi 3 mesi e mezzo, oltre a mangiare e dormire? Per i mesi di
agosto, settembre e ottobre Pavel si è annotato 415 ore di lavoro. Ha già
lavorato nel cantiere della Elbphilharmonie di Amburgo e presso la Audi
di Ingolstadt. La clinica per gli infortuni di Murnau è ugualmente famosa,
chiunque sulle Alpi abbia un incidente viene portato qui. Pavel nelle 415 ore
lavorate ha tirato su' pareti interne dalle 7 del mattino fino alle 7 di sera.
Fino ad oggi ha ricevuto 254 € in contanti dal suo capo. Vale a dire un salario
orario di 61 centesimi.
Niente soldi per il cibo, l'elettricità e il gas
Diversamente da quanto accade nei mattatoi, nei cantieri tedeschi è previsto un
salario minimo per legge, che ogni impresa deve pagare, anche se è straniera e
se impiega lavoratori stranieri. E' pari a 13.7 € l'ora lordi. Il
subappaltatore Radu Bau ci dice che i 4 colleghi avrebbero ricevuto senza
eccezione "il salario minimo".
Il collega di Pavel, Florin Bazan, ci dice che la moglie dal suo paese nei
pressi di Bucarest l'ha chiamato: rischia il taglio dell'elettricità e del gas
per tutta la famiglia. Pavel ci dice che si è fatto prestare denaro dai
parenti, perché non aveva più denaro per comprarsi qualcosa da mangiare a
Murnau. Se le cifre fornite da Pavel sono esatte, l'espressione "salario
da fame" per il cantiere di Murnau è perfetta.
14 metri quadrati per 1070 €
Il portavoce dell'impresa Riedel Bau al telefeono è agitato. Essere un
contractor nei cantieri è molto diverso dall'esserlo nell'industria della
carne, dove non c'è alcun salario minimo. Se Riedel Bau fosse a conoscenza del
fatto che nei cantieri non viene pagato il salario minimo, potrebbe essere
pericoloso. Axel Siebrandt ci dice che il rispetto dei salari minimi è stato
documentato con delle certificazioni: "non abbiamo alcun pagamento in
sospeso nei confronti dell'appaltatore".
Pavel e i suoi colleghi si sono rassegnati a condividere questi 14 metri
quadrati con 4 letti in ferro. Guardano la TV rumena, il corridoio fuori dalla
porta è lungo e buio, e accanto a loro c'è un impianto per il trattamento dei
rifiuti. Sulle pareti serpeggiano i cavi elettrici. Il datore di lavoro per il
mese di settembre gli ha detratto 267.6 € dallo stipendio. La camera costa
1.070 €. Pavel e i suoi colleghi sono arrabbiati. C'è anche un'altra detrazione
da 308.8 € che non sanno per quale motivo sia stata fatta. Non hanno idea di
cosa potrà loro accadere. Non hanno i soldi per tornare in Romania, e i
familiari in patria hanno bisogno del loro denaro.
Il bulgaro Dimcho lavora a Coblenza e non è così coraggioso come i rumeni di
Murnau: non vuole fare il nome dell'impresa per cui consegna pacchi. "Se
lo facessi avrei dei problemi". Lui dice di essere bravo, in magazzino gli
basta vedere da lontano una scatola per sapere se deve andare al quinto piano.
L'altro giorno c'erano 3 casse da 8 bottiglie di vino ciascuna. Quinto piano di
un vecchio palazzo, ovviamente senza ascensore. "Era scontato", dice
Dimcho.
Una poesia per gli ispettori
Conduce un mezzo per un subappaltatore di un grande gruppo. Lo hanno registrato
come lavoratore autonomo. Ovviamente è una sciocchezza, è un dipendente
dell'azienda. I dipendenti devono suonare una sola volta all'indirizzo del
destinatario, e se la porta non si apre, possono riportare il pacco al
magazzino. Per Dimcho ci sono altre regole. Non può tornare con dei pacchetti.
Deve suonare ai vicini di casa. Il distretto postale che gli hanno assegnato è
molto grande, a volte il giro dura 14 ore. Alle 10 di sera deve suonare ai
vicini di casa. Dimcho ha paura che prima o poi qualcuno una sera finisca per
menarlo.
Mihan Balan parla tedesco e rumeno. Aiuta i lavoratori migranti. Balan ci
racconta dei documenti in bianco che i rumeni devono firmare, altrimenti il
datore di lavoro non paga. Così sarà in grado di dichiarare che viene
corrisposto un salario minimo. Se gli ispettori dovessero poi presentarsi sul
cantiere, gli operai devono recitare la solita poesia: "io ricevo 13.70 €
lordi all'ora".
Lo sfruttamento dei lavoratori migranti ha una sua logica. Il contractor rumeno
e il lavoratore rumeno formano un cartello: l'appaltatore non vuole far
lavorare l'operaio al salario minimo - che quindi accetta il dumping salariale,
ma che alla fine è sempre più di quanto potrebbe guadagnare in Romania.
La via della giustizia è senza speranza
Almeno nella maggior parte dei casi. L'avvocato del lavoro di Offenbach
Frederic Raue ha segnalato un centinaio di casi in cui i lavoratori migranti
per mesi non hanno visto un soldo. Chi si ribella perde il letto di ferro ed è
costretto a prendere la via di casa. Chi riesce ad andare dall'avvocato invece
non parte da una buona posizione. Se Raue cita in giudizio il contraente
generale, l'avvocato avversario risponde in forma scritta formulando dei dubbi.
La guerra a colpi di carte bollate richiede tempo, e prima o poi il querelante
deve tornare a casa. Che in nessun'altro paese UE ci siano così pochi accessi
ad internet come in Romania, rende poi il processo ancora più difficile.
In considerazione di tali pratiche, fra i sindacalisti ci sono già dei dubbi:
un salario minimo non aiuterebbe i lavoratori migranti. Un modo per aggirarlo
lo si troverebbe sempre. Ma l'avvocato del lavoro di Munster Peter Schüren vede
le cose in maniera diversa. Il professore sta attualmente preparando per il
ministero del lavoro del Nord Rhein Westfalia uno studio sulle modalità di
protezione dei lavoratori migranti - fondato sul salario minimo e la rigida
applicazione della legge: "chi non paga un salario minimo o non versa
interamente i contributi sociali oppure non rispetta la legge in qualsiasi
altro modo, allora è necessario che sia colpito da dure conseguenze economiche
che lo scoraggino seriamente dall'intraprendere tali comportamenti".
Un salario minimo - a qualsiasi livello - potrebbe rafforzare il potere
contrattuale dei lavoratori, ci dice il professore di diritto del lavoro di
Monaco Volker Rieble. Non riusciremo mai tuttavia a mandare la polizia in ogni
mattatoio e in ogni cantiere.
I lavoratori edili di Murnau, in ogni caso, nel frattempo sono tornati in
Romania.
da Voci dalla Germania